mercoledì 23 settembre 2009

Le PMI viaggiano all’estero


Secondo un’indagine di British Airways condotta da Gfk-Eurisko, per il 2009, le previsioni di riduzione dei budget per le trasferte all’estero da parte delle Piccole e medie imprese si attesta intorno al 5%, una contrazione che sembra mostrare degli imprenditori ancora impegnati nei loro contatti all’estero nonostante la pesante recessione economica.
In una nota si sottolinea che il 55% delle Pmi intervistate hanno rivelato previsioni di spesa per le trasferte all’estero nell’anno in corso stazionarie, un altro 16% le vede addirittura in crescita, in media del 25% rispetto al 2008. Ma a fronte dei dati alquanto positivi non mancano sacche dove si annida pesante la recessione, il 23% delle Pmi intervistate ha detto infatti di trovarsi costretta a fare dei decisi tagli consistenti ai fondi per le trasferte all’estero, in media pari a circa il 34% in meno rispetto al 2008. Comunque, in questo contesto, la indagine rivela come appena il 30% delle Pmi fare una scelta di compagnie aeree più economiche, nonostante un po’ tutte puntino a fare risparmi sulle trasferte all’estero.
Del resto per un paese di imprese che campano di esportazioni, il viaggio all’estero è un fattore chiave, confermato dall’indagine secondo cui le trasferte fuori confine sono considerate molto o abbastanza indispensabili dall’87% del campione. Senza contare che gli imprenditori coinvolti nell’indagine stimano in media quattro viaggi all’estero come necessari per concludere una trattativa con un cliente in un altro paese.
E per tornare su una annosa polemica circa i grandi aeroporti italiani, in bilico tra Milano e Roma, l’indagine dice che la base di partenza preferita dalle Pmi italiane in viaggio di affari all’estero Malpensa (22% delle preferenze), seguito a distanza da Fiumicino (14%), Venezia (11%), Bologna (10%) e Milano Linate (5% delle preferenze, a pari merito con Orio al Serio e Pisa).

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