venerdì 4 maggio 2012

ABI, SACE, SIMEST e CDP: accordo per innalzare la competitività internazionale delle PMI italiane

L'accordo stabilisce la proroga di un anno (fino al 6 aprile 2013) della Convenzione "Export Banca", che già prevede:
 
(A) il supporto finanziario di CDP (2 miliardi di euro iniziali)
(B) la garanzia di SACE, in complementarietà col sistema bancario, nelle operazioni di finanziamento per l'internazionalizzazione e le esportazioni delle imprese italiane.
I settori prevalenti per le operazioni potenzialmente finanziabili sono, nell'ordine, infrastrutture, chimica e petrolchimica, gas e petrolio, produzione e distribuzione energia, cantieristica, meccanico e metallurgico.
 
"Export banca" amplierà il suo raggio d'azione anche a:
  • operazioni di "credito fornitore", ossia di finanziamento del fornitore italiano oltre a quelle di "credito acquirente" (finanziamento dell'acquirente estero) già incluse nella Convenzione
  • operazioni in compartecipazione con le banche, anche estere, per la quota e/o le scadenze da esse non coperte
  • rifinanziamento di operazioni già in essere
  • operazioni denominate in dollari USA, oltre che in euro.
Con l'aspettativa per il prossimo futuro di quaranta nuove operazioni finanziabili, a un anno dalla sigla della Convenzione "Export Banca", sono state finanziate due operazioni, per un totale di circa 800 milioni di euro, mentre altre tre sono in fase di conclusione. I settori di riferimento di queste cinque operazioni sono: cantieristica, edilizia, infrastrutture e gas e petrolio. "Export Banca" potrà far fronte in maniera più efficiente alla pipeline di 40 operazioni in istruttoria preliminare. L'importo totale di queste è al momento stimabile in oltre 9 miliardi di euro, interamente garantiti da SACE, con una quota di pertinenza CDP pari a circa 4,5 miliardi di euro. La maggior parte delle operazioni in istruttoria preliminare è di tipo "credito acquirente", mentre oltre una decina sono le operazioni a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese italiane, ossia finalizzate a supportare l'apertura di filiali e acquisizioni all'estero da parte di aziende italiane. La valuta principale di denominazione è l'euro (circa 30 operazioni per oltre 7 miliardi di euro), mentre il controvalore delle operazioni denominate in dollari USA è equivalente già a quasi 2 miliardi di euro.
 
 

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